Traduttore in tedesco delle opere di Johan Huizinga, nonché autore di alcuni scritti su di lui.
Dall’Enciclopedia Treccani: Storico svizzero (n. Oetwil am See, Zurigo, 1901 – m. 1979), prof. di storia generale a Basilea, biografo di grandi personaggi della cultura svizzera ed europea. Opere principali: Historische Meditationen (2 voll., 1942–46; trad. it. 1960), Jacob Burckhardt (6 voll., 1947–73), Castellio und die Anfänge der Toleranz (1953), Europäische Horizonte im Denken J. Burckhardts (1962).
La pagina wikipedia italiana è piuttosto scarsa d’informazioni.
È utile ricordare che a Werner Kaegi si deve la prima traduzione in lingua tedesca di “In de schaduwen van morgen” (“Nelle ombre del domani” anche noto in Italia con il titolo “La crisi della civiltà), libro pubblicato in prima edizione ad Haarlem nel 1935. La prima edizione tedesca dell’opera, curata appunto da Kaegi, è apparsa presso la casa editrice Gotthelf di Berna nel 1936 (“Im Schatten von morgen. Eine Diagnose des kulturellen Leidens unserer Zeit”). La cosa è di una certa importanza in quanto proprio questa edizione servì a Delio Cantimori, che con Kaegi aveva avviato un rapporto di fiducia poi trasformatosi in amicizia, per recensire nello stesso 1936, in modo pesantemente negativo, lo scritto di Huizinga. Cantimori mitigherà il suo giudizio negativo nel saggio introduttivo che accompagna la ristampa del 1962 de “La crisi della civiltà” per i tipi della torinese Einaudi.